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02 May Bonino, oggi vedremo Prodi, chiediamo ministero difesafonte: www.ansa.it Governo: Bonino, oggi vedremo Prodi, chiediamo ministero difesa
ROMA - "La Rosa nel pugno ha proposto per la mia persona il ministero della Difesa, questo è quello che abbiamo proposto e che diremo oggi nell'incontro con Romano Prodi. L'incontro doveva tenersi ieri ma è saltato all'ultimo minuto e quindi nella giornata di oggi incontreremo il Professore ". Emma Bonino, esponente della Rosa nel Pugno, dai microfoni di Repubblica Radio, annuncia per oggi l'incontro con il Professore.
"Immagino - prosegue - che l'incontro sia stato rimandato per qualche complicazione. Abbiamo delle questioni da porre, la prima riguarda l'applicazione della legge elettorale e l'attribuzione dei seggi al Senato. Come Rosa nel Pugno - sottolinea - abbiamo diritto a quattro senatori ma come noi ci sono anche altri partiti per cui si deve vedere la ripartizione dei seggi. A sinistra perderebbero un seggio Prc, due i Ds ed uno la Margherita". 23 April Prodi: ''Uniti governeremo per cinque anni''Prodi: ''Uniti governeremo per cinque anni''
Il Professore: mettere insieme una squadra ''che abbia prestigio e forza''
Andreotti a 'Studio Aperto': ''Felice di accettare la presidenza del Senato se me la daranno''
Roma, 23 apr. (Adnkronos/Ign) - ''Resteremo uniti e governeremo per 5 anni, questa e' sempre stata la mia previsione e non e' per una questione di potere, ma perché abbiamo vinto le elezioni e vincendo abbiamo il diritto e il dovere di governare''. Il leader dell'Unione Romano Prodi, ai microfoni di Sky, sotto la sua casa di Bologna, replica cosi' a chi gli chiede un commento sulle dichiarazioni di Silvio Berlusconi che aveva qualche giorno fa definito il governo di centrosinistra solo ''una parentesi''. Circa la tabella di marcia per formare il nuovo esecutivo, Prodi sottolinea che ''il nostro lavoro e' a tempo pieno per preparare il governo ed essere pronti a qualsiasi eventualita'''. L'obiettivo del Professore e', dunque, mettere insieme una squadra ''che abbia prestigio e forza''. ''La cosa piu' importante -conclude Prodi- sara' di farlo al servizio e nell'interesse di tutto il Paese''. Bertinotti: ''Ho apprezzato il gesto di D'Alema''Bertinotti: ''Ho apprezzato il gesto di D'Alema''
Il segretario di Rifondazione 'ringrazia' il presidente della Quercia per aver rinunciato alla presidenza di Montecitorio e dice che ''Marini è un ottimo candidato per il Senato''Sul Quirinale: ''Non faccio nomi ma bene un ex Pci''
Roma, 22 apr. (Adnkronos/Ign) - ''Ho apprezzato il gesto di D'Alema e dei Ds''. Così Fausto Bertinotti al Consiglio nazionale di Rifondazione 'ha ringraziato' il presidente della Quercia, Massimo D'Alema, per aver rinunciato a candidarsi alla presidenza della Camera. Concetto che ha poi nuovamente espresso al termine del suo intervento. Avvicinato dai cronisti ha infatti ribadito di avere apprezzato ''l'atto di D'Alema e dei Ds e il ruolo svolto da Romano Prodi''. ''Il nostro - ha aggiunto - è stato semplicemente un modo per far valere il pluralismo all'interno dell'Unione. C'è stato il riconoscimento del pluralismo interno degli uni e degli altri''. ''I Ds - afferma - sono un grande partito impegnato al momento nella costruzione del partito democratico. Non c'è nessuna polemica con i Ds di cui riconosco il ruolo fondamentale e importante. Non lo dico per bon ton ma perché l'Unione non può vincere senza un assoluto protagonismo dei Ds oggi e domani del partito democratico''. Poi, quando gli viene fatto notare che nella partita per la presidenza della Camera, secondo alcune ricostruzioni della stampa, avrebbe pesato il 'ricatto' di un eventuale appoggio esterno al governodell'Unione da parte del Prc, nel caso in cui le cariche istituzionali fossero state affidate solo a esponenti dell'Ulivo, Bertinotti risponde secco: ''Ma quale ricatto? Il sostegno al governo dell'Unione per tutta la legislatura non è mai stato messo in discussione'' e smentisce l'esistenza di un asse Prodi-Bertinotti che avrebbe pesato sulla partita per la presidenza della Camera. Dunque la strada per la terza carica dello Stato sembra segnata. Se sarà così, a guidare il Prc sarà probabilmente Franco Giordano. A chi gli chiede inoltre se vi saranno ministri di Rifondazione nel governo dell'Unione Bertinotti replica: ''Sì, penso di sì''. E spiega che la decisione finale sulla composizione della squadra di governo spetta unicamente al Professore: ''Prodi rappresenta tutta l'Unione tanto che gli è stato attribuito il ruolo di detentore della proposta conclusiva. Gli abbiamo detto: 'Fai un lodo Prodi'''. E aggiunge di aver presentato al leader dell'Unione una rosa di nomi sulla quale, appunto, l'ultima parola spetta a Prodi stesso. Quanto poi alla presidenza del Senato, ''Franco Marini è un ottimo candidato e si può sostenere vincendo''. Allora Massimo D'Alema candidato dell'Unione al Quirinale? Di fronte a questa domanda il segretario di Rifondazione dice di ''essere ligio'' a quanto detto dal gruppo dirigente dei Ds che esclude una candidatura del presidente della Quercia. Tuttavia, afferma che sul piano politico sarebbe arrivato il momento dell'accesso alla più alta carica di un esponente della tradizione comunista. ''Siccome nella storia repubblicana - ragiona Bertinotti - tutte le principali componenti hanno avuto una rappresentanza al soglio massimo, io penso che sarebbe importante per il futuro del Paese e in nome del pluralismo, che una persona che venisse dal gruppo dirigente del Pci'' venisse eletta al Quirinale. Secondo il segretario del Prc ''sarebbe un atto di riconoscimento importante''. E proprio il pluralismo dell'Unione è stato al centro del suo discorso al Consiglio nazionale. ''L'Unione è un investimento nel suo pluralismo'' ha detto il segretario del Prc partendo da questa riflessione per spiegare le ragioni che lo hanno portato al braccio di ferro per una carica istituzionale affidata a Rifondazione. Bertinotti dice di aver lavorato contro ''il monolitismo della componente riformista'', rivendicando la rappresentanza all'interno della coalizione dell'Unione dell'area della sinistra radicale. ''Ci siamo mossi - spiega - con l'idea che vada valorizzato il pluralismo dell'Unione con una sinistra visibile. Solo questo abbiamo fatto, per quel che vale''. ''Nei prossimi giorni - ha proseguito - se ci troveremo davanti a una responsabilità istituzionale, tutto il partito sarà coinvolto in questa decisione con una discussione larga anche sugli assetti che dovrà darsi il partito che oggi più di ieri ha bisogno della sua autonomia''. Poi l'indicazione della linea su quello che sarà il ruolo del partito all'interno del governo dell'Unione. ''Non esiste possibilità di sfuggire alla prova di governo - sottolinea - ma il punto cruciale sarà quello di mantenere il rapporto tra il partito, i movimenti e la società. Il problema che ci si pone di fronte è quello di mantenere il baricentro della nostra politica dentro l'esperienza di governo''. ''Noi dobbiamo investire nel governo dell'Unione - conclude - così come abbiamo investito nell'Unione, senza possibilità di scarti laterali. Senza l'Unione non si vince ma contemporaneamente, occorre che Rifondazione guadagni un progetto autonomo del suo futuro politico''. 21 April Prodi, grazie a lui e a Ds per senso di responsabilita'
20 April Pannella: fuori da Senato, e' regime'Io non ci sto, da Ds gestione incapace'
(ANSA) - ROMA, 20 APR - 'Ci hanno fatto fuori al Senato. Questo e' regime'. Cosi' Marco Pannella, torna a denunciare i mancati seggi a Palazzo Madama. Il problema, per il leader storico dei Radicali, e' 'il degrado dei parametri minimi di legalita'', al quale hanno contribuito anche componenti dell'Unione, in particolare Ds e Dl che vengono citati piu' volte nel corso dell'intervento. 'Non ho sentito ancora dire ai Ds 'abbiamo sbagliato qualcosa' afferma Pannella. 19 April Prodi, 'Noi ora governiamo'fonte: www.dsonline.it
«Abbiamo una larga maggioranza alla Camera e abbiamo al Senato un margine sufficiente per sostenere stabilmente e a lungo il governo - assicura Prodi - abbiamo una situazione di democrazia forte come negli altri Paesi occidentali; una forza che ci permette di dare una risposta alle domande che ci vengono dai cittadini italiani, dall'Unione europea e dagli organismi internazionali».
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E si guarda già al futuro governo: «il lavoro procede bene ed è già cominciato, stiamo lavorando nelle ultime settimane per la composizione del nuovo governo». «Adesso occorre definire tutti i dettagli» afferma il leader dell'Unione. "Il Financial Times?Criticava Berlusconi..."fonte: www.ilgionale.it
Anna Maria Greco
da Roma
Non è che sbagli il Financial Times, non sa leggere chi interpreta l'analisi del condirettore Wolfgang Munchau come un attacco al Professore. Mentre invece, l'obiettivo è il Cavaliere. «Non sta sparando sul governo Prodi, ma esclusivamente sul governo Berlusconi», dice il leader dell'Unione a Sky Tg24, senza tema di rimanere impigliato nell'ardua piroetta. Per il quotidiano britannico l'Italia rischia l'uscita dall'euro perché la ricetta economica di Romano Prodi è «sbagliata» e la sua maggioranza così risicata da non poter realizzare neppure l'«insufficiente» programma? «Se la situazione è difficile - insiste il Professore - è per colpa del governo Berlusconi. Noi dimostreremo una grande politica e vedremo cosa scriverà il Ft fra qualche tempo». Più tardi Prodi assicura a una radio olandese che l'Italia resterà nell'euro. «Soprattutto, voglio che ci rimanga risanata nei conti e con un debito in calo». Quel debito «calato vorticosamente» con il suo governo (che non aveva «certo maggioranza governativa più forte di oggi») e che ha ripreso a crescere negli ultimi due anni del governo Berlusconi. Quella del Ft «non è un'opinione nuova», ma il suo scetticismo sull'Italia è stato smentito dai fatti e all'Europa Prodi chiede «serietà, severità ma anche un po' di pazienza». «Ho bisogno - dice - di un po' di tempo per rimettere l'Italia nel cammino giusto». Ma il quotidiano contesta proprio la direzione che si vuol prendere. «Un programma di riforme economiche radicali - scrive Munchau - dovrebbe focalizzarsi sui sistemi retributivi e sulla regolamentazione dei mercati dei prodotti e dei servizi. Prodi propone quello sbagliato, incentrato su riforme dal lato dell'offerta, le stesse che hanno fallito in altri Paesi europei». L'opinionista, dunque, critica il leader dell'Unione ed entra nel merito dei suoi impegni di governo. Quello uscito dalle urne è il «peggior risultato immaginabile», aggiunge, perché «la ristretta maggioranza su cui può contare Prodi potrebbe non consentirgli di attuare il già insufficiente programma». Un avvertimento che l'ex presidente della Commissione europea non vuole sentire. «Nega l'evidenza. Anche dei numeri e delle parole scritte», dice Renato Schifani, presidente dei senatori di Fi. Prodi fa «il gioco delle tre carte», per il vicecoordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto. «Il suo eventuale governo è stato palesemente sconfessato dalla stampa internazionale ancor prima di nascere. Il Ft afferma che, dato e non concesso che nasca, non ha alcuna prospettiva di vita ed è praticamente nell'impossibilità di governare. Dopo di che chi si contenta gode e sembra che Prodi non solo si contenti ma anche goda, il che vuol dire che è pure un masochista». Non è tenero il leghista Roberto Calderoli: «Prodi testimonia di non riuscire non soltanto a leggere i numeri, visto che si è autoproclamato vincitore prima della fine degli spogli e della proclamazione ufficiale, ma dimostra ora di non riuscire neppure a comprendere le parole scritte». Per i presidente degli europarlamentari di Fi, Antonio Tajani, «Prodi danneggia l'immagine dell'Italia all'estero. Le osservazioni del Ft sono un segnale preoccupante per la credibilità del nostro Paese in Europa». La giravolta interpretativa di Prodi gli crea il vuoto intorno, nel centrosinistra. Lo stesso coordinatore della Margherita Dario Franceschini, non nega l'attacco del Financial Times, ma dice: «Lo smentiremo perché nel nostro programma ci sono progetti che possono dare un'immediata scossa all'economia dell'Italia». Per il Ds Gianni Pittella e Franco Giordano del Prc l'uscita da Maastricht è impossibile. Marco Rizzo del Pdci offre una sponda al Professore: «Se il Financial Times prova a gettare un'ombra sul futuro del centrosinistra italiano, non è forse perché la destra europea ha paura del cambiamento in Italia?». Rizzo è convinto che le preoccupazioni del quotidiano britannico «non sono certo addebitabili a Prodi», ma piuttosto ai 5 anni di malgoverno Berlusconi. Ma per il segretario della Dc Gianfranco Rotondi «è sciocco che Prodi rilanci l'allarme del Ft come una critica a Berlusconi, e penso che non sia né una critica a Berlusconi né a Prodi, ma solo la constatazione che una maggioranza esigua e condizionata dalle estreme non serve all'Italia». Il Professore dovrebbe preoccuparsi, per il presidente del Pri Giorgio La Malfa, per questo «serio campanello d'allarme», perché denuncia la «difficoltà nella quale il nuovo governo non potrà non trovarsi». 14 April Pareggio?Mia sconfittaProdi: pareggio? mia sconfitta
Elezioni, Prodi: ''Se c'è pareggio si torna a votare'' Il leader dell'Unione ospite della trasmissione 'In mezz'ora' dell'Annunziata: ''Cambiare punti fondamentali della legge Biagi, non faccio la politica della Confindustria''
Roma, 2 apr. - (Adnkronos/Ign) - ''Se c'è pareggio si deve rivotare e al più presto, in pochi mesi''. Lo dice Romano Prodi, ospite della trasmissione di Lucia Annunziata 'In mezz'ora' ammettendo che questo risultato sarebbe per lui ''evidentemente'' una sconfitta. Quanto alla possibilità di ricandidarsi in questo caso, il Professore chiarisce: ''Io sono qui con un disegno che è quello dell'Ulivo." Nasce "L'Apocalisse"Perchè questo blog? Questo blog nasce con il proposito di riportare tutte le dichiarazioni - terrificanti e non - del futuro probabile presidente del Consiglio italiano, Romano Prodi. Perchè L'Apocalisse? Temiano grandemente per il futuro dell'Italia. Al nostro amato paese aspettano 5 anni di oscurità. Forse i 5 anni più terribili che la storia della nostra repubblica abbia mai conosciuto. Leggi che umiliano la persona, i suoi sacrifici, i suoi impegni, che minano l'istituto della famiglia e calpestano le nostre radici, la nostra cultura. Leggi che offendono gli uomini liberi, la libertà di pensiero, di parola, di opinione. Leggi che mettono in discussione il fondamentale ruolo che ha avuto la Chiesa di Roma nella formazione e nello sviluppo del nostro paese e della nostra storia. Ergo L'Apocalisse, come quella raccontataci da Giovanni o da Oriana Fallaci. |
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